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Chi se lo sarebbe mai immaginato, la Spagna campione di tutto quello che si poteva vincere è la prima eliminata del Mondiale 2014. Facendo peggio della Francia nel 2002 e dell'Italia nel 2010 le Furie Rosse escono dopo soltanto due partite disputate. Dopo la sconfitta per 0-2 contro il Cile di Arturo Vidal e la disastrosa sconfitta con gli Orange, i titoloni si sprecano, i critici banchettano, tutti a puntare il dito contro un nazionale e un sistema di gioco arrivato al capolinea. Ma la realtà è ben diversa.

La notte di Rio de Janeiro è stata la fine di questa Spagna, non della Spagna. Perchè dietro ai 23 partiti per l'avventura brasiiana c'è un movimento vivo, strutturato, che sforna un talento dietro l'altro. A livello giovanile le Furie Rosse negli ultimi anni hanno vinto tutto, comprese le ultime due edizioni dell'Europeo under 21 e due delle ultime tre dell'Europeo under 19. La nuova generazione si chiama De Gea, Montoya, Jesé, Isco, Muniain, Herrera, Morata, Oliver Torres, Paco Alcader, Grimaldo, Delulofeu, giocatori che sapranno far rinascere la Spagna dalle proprie ceneri, senza aspettare troppo.

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